Vibe Coding e Sviluppo App: cos'è, come funziona e perché non basta per un prodotto di successo

Giorgia Di Bello
11
February
2026
5
minuti lettura
App

Il vibe coding promette di creare app con semplici prompt in linguaggio naturale. Ma è davvero sufficiente per costruire un prodotto digitale solido e scalabile? Scopri cos'è il vibe coding, quando usarlo e perché affidarsi a un team esperto resta la scelta vincente.

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Nel 2025 è esploso un termine che ha conquistato startup, founder e community tech di tutto il mondo: vibe coding. L'idea è semplice e, a prima vista, rivoluzionaria: descrivi in linguaggio naturale l'app che vuoi creare, e un'intelligenza artificiale scrive il codice al posto tuo. Niente sintassi, niente framework, niente debug manuale. Solo tu e la tua idea.

Ma è davvero così semplice? E soprattutto: il vibe coding è sufficiente per costruire un prodotto digitale solido, sicuro e scalabile?

In questo articolo analizziamo cos'è il vibe coding, come funziona concretamente, quali sono i suoi vantaggi reali e — soprattutto — dove si scontra con i limiti dello sviluppo professionale. Se stai valutando come sviluppare la tua app, questa lettura ti aiuterà a prendere una decisione più consapevole.

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Cos'è il vibe coding: definizione e origini

Il termine vibe coding è stato coniato da Andrej Karpathy, ex AI director di Tesla e ricercatore di OpenAI, nel febbraio 2025. In un post diventato virale, Karpathy ha descritto questa nuova modalità di programmazione come un approccio in cui ci si abbandona completamente alle vibes, si abbracciano le esponenziali e ci si dimentica persino che il codice esista.

In termini pratici, il vibe coding è un metodo di sviluppo software in cui l'utente descrive ciò che vuole in linguaggio naturale e un modello di intelligenza artificiale (LLM) genera il codice corrispondente. Non si tratta di un semplice autocompletamento: è un cambio di paradigma in cui il ruolo dello sviluppatore passa dalla scrittura manuale del codice alla guida e supervisione di un agente AI.

Strumenti come Cursor, Replit, GitHub Copilot e Claude Code hanno reso possibile questo approccio, consentendo anche a persone senza competenze tecniche avanzate di creare prototipi funzionanti in poche ore.

Come funziona il vibe coding nella pratica

Il flusso di lavoro del vibe coding è piuttosto diretto e si articola in alcuni passaggi chiave.

Si parte dalla descrizione dell'obiettivo: l'utente scrive un prompt in linguaggio naturale, ad esempio Crea un'app per la gestione delle spese personali con grafici e categorie. L'AI interpreta la richiesta e genera il codice necessario, inclusi front-end, logica applicativa e, in alcuni casi, anche la struttura del database.

A questo punto si passa alla fase di test e iterazione: l'utente verifica il risultato, e se qualcosa non funziona, fornisce un nuovo prompt per correggere o migliorare il codice. Questo ciclo si ripete fino a raggiungere un risultato soddisfacente.

Fin qui sembra perfetto. Ma è nel passaggio dalla prototipazione alla produzione che emergono le criticità più importanti.

I vantaggi reali del vibe coding

Sarebbe sbagliato liquidare il vibe coding come una moda passeggera. Questo approccio porta con sé vantaggi concreti, soprattutto in determinate fasi del ciclo di vita di un prodotto digitale.

Il primo è la velocità di prototipazione. Per validare un'idea, testare un flusso utente o costruire una demo da presentare a investitori, il vibe coding consente di arrivare a un risultato funzionante in tempi drasticamente ridotti rispetto allo sviluppo tradizionale.

Il secondo vantaggio è l'accessibilità. Founder non tecnici, product manager e designer possono finalmente tradurre le proprie idee in prototipi concreti, senza dipendere interamente da un team di sviluppo per ogni iterazione iniziale.

Infine, il vibe coding è un ottimo strumento per la fase esplorativa: permette di testare rapidamente più soluzioni, confrontare approcci diversi e raccogliere feedback prima di investire risorse significative nello sviluppo vero e proprio.

Se stai valutando di costruire un MVP per la tua startup, il vibe coding può essere un alleato prezioso nella fase di validazione iniziale.

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I limiti del vibe coding: perché non basta per un prodotto reale

Ed è qui che dobbiamo essere onesti. Il vibe coding funziona bene per i prototipi, ma non è sufficiente per costruire un prodotto digitale destinato al mercato. Ecco perché.

Qualità e manutenibilità del codice. Il codice generato dall'AI spesso manca di una struttura architetturale chiara. Funziona, ma è difficile da mantenere, debuggare e far evolvere nel tempo. Quando il tuo prodotto cresce e il team si allarga, un codebase disorganizzato diventa un problema serio — e costoso.

Sicurezza. Gli LLM non applicano automaticamente le best practice di sicurezza. Il codice generato può contenere vulnerabilità come SQL injection, gestione errata dei dati sensibili o dipendenze non sicure. Per app che trattano dati personali, pagamenti o informazioni sanitarie, questo è un rischio che nessuna startup può permettersi.

Scalabilità. Un'app vibe-coded può funzionare perfettamente con 100 utenti, ma crollare sotto il peso di 10.000 accessi simultanei. L'ottimizzazione delle performance, la gestione del caching, l'architettura dei microservizi — sono tutti aspetti che richiedono competenze ingegneristiche che vanno ben oltre un prompt.

Conformità e normative. Con l'entrata in vigore della Direttiva Europea sull'Accessibilità e il GDPR sempre più stringente, le app devono rispettare requisiti tecnici e legali precisi. L'AI non conosce questi vincoli specifici e non li implementerà automaticamente.

Debito tecnico. Ogni riga di codice generata senza supervisione esperta accumula debito tecnico. Nel breve periodo non si nota, ma nel medio-lungo termine può bloccare l'evoluzione del prodotto e richiedere costose riscritture da zero.

Vuoi capire meglio quali sono le fasi di sviluppo software necessarie per un prodotto solido? Leggi il nostro articolo dedicato.

Quando ha senso usare il vibe coding (e quando no)

Il vibe coding non è da demonizzare. Come per ogni strumento, la chiave sta nel saperlo usare nel contesto giusto.

Ha senso usarlo per proof of concept e demo rapide, per prototipi da testare con utenti reali prima di investire nello sviluppo, per strumenti interni a basso impatto e per esplorare soluzioni tecniche durante la fase di ideazione.

Non ha senso usarlo per app destinate alla produzione con utenti reali, per prodotti che gestiscono dati sensibili o pagamenti, per progetti che devono scalare nel tempo e per software che richiede conformità a normative specifiche.

L'approccio più efficace? Quello ibrido: usare il vibe coding per accelerare le fasi iniziali, e poi affidarsi a un team di sviluppo esperto per trasformare il prototipo in un prodotto robusto, sicuro e scalabile.

L'approccio Wezard: AI come alleato, non come sostituto

In Wezard integriamo l'intelligenza artificiale nei nostri processi di lavoro da tempo. La usiamo per accelerare la prototipazione, automatizzare task ripetitivi e supportare il brainstorming tecnico. Ma non le deleghiamo mai le decisioni architetturali, la sicurezza o la qualità del codice finale.

Il nostro approccio è chiaro: l'AI è uno strumento potente nelle mani di sviluppatori esperti, non un sostituto dell'esperienza, della strategia e della visione di prodotto. Ogni progetto che sviluppiamo passa attraverso fasi di UX Research, prototipazione, sviluppo professionale, testing rigoroso e supporto post-lancio.

Se hai un'idea per un'app e vuoi capire come trasformarla in un prodotto reale — che funzioni, che sia sicuro e che possa crescere — il vibe coding può essere il punto di partenza, ma non il punto di arrivo.

Conclusione

Il vibe coding rappresenta un'evoluzione interessante nel mondo dello sviluppo software. Abbassa le barriere d'ingresso, accelera la fase di ideazione e permette a chiunque di toccare con mano la propria idea in tempi record. Ma costruire un'app di successo richiede molto più di un prompt ben scritto: richiede strategia, competenze tecniche, attenzione alla sicurezza e una visione di lungo periodo.

In Wezard aiutiamo startup e aziende a trovare il giusto equilibrio tra innovazione e solidità tecnica. Vuoi capire come portare la tua idea dal prototipo al mercato? Prenota una call con il nostro team: insieme troveremo l'approccio giusto per il tuo progetto.

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